Visualizzazione post con etichetta saggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta saggi. Mostra tutti i post

mercoledì 28 aprile 2010

Gaspare Polizzi: genesi dell'antropologia negativa nella concezione leopardiana

Disponibile in rete l'ampia tesi di dottorato di G. Polizzi di cui al titolo di questo post.
>> link (file pdf, 998 kbyte, sito esterno, nuova finestra)
Il testo si articola in una circostanziata analisi dell'originaria individuazione leopardiana dell'ingenuità felice dei Californi, della scoperta attraverso Barthélemy del pessimismo greco, e della maturazione dell'antropologia negativa che emerge ne La scommessa di Prometeo.
Per il testo di Barthélémy, vedi il link su Google Books.

lunedì 26 aprile 2010

Pietro Verri: fonte online e suggerimento critico

In relazione al tema piacere/dolore, discusso nella precedente seduta del seminario, si è fatto ampio cenno alle posizioni di Maupertuis e di Pietro Verri come due diretti antecedenti delle riflessioni leopardiane. Ci sembra utile ora segnalare ai lettori che il Discorso sull'indole del piacere e del dolore e il Discorso sulla felicità di Pietro Verri sono interamente digitalizzati nell'edizione del 1781 (presso Giuseppe Marelli, Milano) su Google Books.

Suggeriamo nel frattempo il saggio di L. Derla, La teoria del piacere nella formazione del pensiero di Leopardi, in "Rivista Critica di Storia della Filosofia", n. 26, 1972, pp. 148-6.

domenica 25 aprile 2010

Interpretazioni di Sade; qualche fonte online

Sull'argomento, che ha suscitato qualche curiosità nella discussione seminariale, sembra utile consigliare una risorsa online (Rodoni.ch, Ferruccio Busoni website/Bibliotechina del curatore) che riprende antologicamente l'ormai raro volume a cura di V. Barba Interpretazioni di Sade (Savelli, Roma, 1981):
- link, sito esterno, nuova finestra
Altre risorse con testi e saggi critici qui (dallo stesso sito di cui sopra, ampia scelta di originali, ripresa di letture critiche insigni tra cui quella di L. Baccolo).
Tra i materiali più recenti si può vedere con profitto R. De Benedetti, La chiesa di Sade. Una deviazione moderna, Medusa, San Giorgio a Cremano, 2008.

venerdì 16 aprile 2010

Leopardi e la cultura greca

Sulla valutazione dell'epoca culturale classica in Leopardi, a scopi introduttivi e viste le riflessioni proposte dal precedente post, presentiamo online una parte di Leopardi antitaliano ad opera di F. Gallo, antologizzata anche nella dispensa, relativa a Socrate e Teofrasto, e in sostanza appunto all'analisi leopardiana della posizione storica del mondo greco rispetto alla tradizione occidentale.
file pdf, sito esterno, nuova finestra (si ringrazia www.agenziaimpronta.net per l'hosting remoto del file)

mercoledì 14 aprile 2010

Aspetti estetici della valorizzazione del "selvaggio" in Leopardi

Sempre per introdurre alla riflessione sui temi che svilupperà il prof. Aimi, indichiamo questo valido contributo in rete di Andrea Campana.
>> Leopardi, il pavone, la lumaca e l'altro (da GriseldaOnline)
La questione del rapporto con i selvaggi implica infatti anche un aspetto di relativizzazione del valore estetico della tradizione eurocentrica e un principio di paragone tra "mode" dei selvaggi e mode dei civilizzati, di cui si è già discusso in precedenti sedute.

Californie selve e scoperta dell'America: un contributo di B. Foresti

Sembra opportuno segnalare l'ottimo contributo online di B. Foresti, che confronta l'Inno ai Patriarchi e il Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez per evidenziare fonti e riferimenti ideologici della lettura leopardiana del Nuovo Mondo. L'autrice segnala l'importanza dell'abbozzo in prosa dell'Inno; sono importanti anche alcuni luoghi zibaldonici - indichiamo qui a puro scopo campionatorio le pp. 2712, 3179-80, 3301-4 etc., tutte con riferimento ai "Californi" (la popolazione selvaggia della California evocata nell'Inno ai Patriarchi, sub fine).
-> testo dell'Inno ai Patriarchi

sabato 27 marzo 2010

Leopardi e il nichilismo (e Heidegger)

Nel corso della seduta del 26 marzo, sulla scorta della relazione di G. Cancellara, si è discusso tra l'altro del'atteggiamento di Leopardi nei confronti della modernità come contrassegnato dalla necessità congiunta di un'accettazione e di un superamento - tema che è stato poi paragonato alla Verwindung heideggeriana. In generale il discorso si è poi appunto spostato sull'ambiguità del rapporto tra Leopardi e il moderno, responsabile della nuova barbarie nichilistica ma anche orizzonte inevitabile dello sviluppo della civiltà italiana e stato epocale comunque irreversibile. In attesa di prossime relazioni sul rapporto tra Leopardi e i francofortesi, Leopardi e Nietzsche e Leopardi e Sade, che forniranno ulteriori elementi, sembra utile indicare un'ottima relazione recente disponibile online: L. Capitano, Leopardi e la genealogia del nichilismo, che ricapitola una tematica che incrocia (almeno) anche Heidegger, Severino, Caracciolo e altri maggiori teorici del dibattito di fine sec. XX. Qualche avventuroso amante di estetica e metafisica potrebbe rifarsi a G. Zaccaria, Pensare il nulla. Leopardi Heidegger, Ibis Edizioni, Como, 2009, anche per riflettere, sulla base delle diverse note zibaldoniche, sulla genesi psicologica oppure ontologica della nozione di nulla in Leopardi...

giovedì 18 marzo 2010

La morale in Leopardi: secondo saggio del prof. Amedeo Vigorelli

LEOPARDI FILOSOFO MORALE di AMEDEO VIGORELLI
La lettura delle due parti delle polizzine non richiamate dell’Indice tematico dello Zibaldone, a cui Leopardi assegnava lo svolgimento della parte morale del suo sistema di filosofia, il Trattato delle passioni e il Manuale di filosofia pratica, ci pone subito di fronte ad un singolare contrasto. Non deve anzitutto trarre in inganno l’involontario parallelismo, istituito dalla trattazione, con la quarta e quinta parte dell’Ethica di Spinoza (che Leopardi, del resto, non conosceva). Entrambi gli autori si pongono in effetti nella linea di uno stoicismo non ortodosso...

Leggi l'intero testo del saggio di Amedeo Vigorelli a questo link (si ringrazia www.agenziaimpronta.net per l'hosting del file).
Ricordiamo che la prima parte del saggio si trova a questo precedente post.

giovedì 11 marzo 2010

Leopardi e la teoria dell'affettività

LEOPARDI FILOSOFO DEL SENTIRE di AMEDEO VIGORELLI
Non si dà psichismo, per Leopardi, all’infuori della intonazione sentimentale che lo qualifica e lo rende consapevole. Lo riconosce apertamente, parlando della noia: una affezione dell’animo a lui ben nota, che funge da autentico scandalo e motivo di scotimento metafisico, all’origine della sua conversione da «poeta» a «filosofo di professione».
Questa, a cui facilmente si assimila la vita dell’uomo moderno, privata di ogni magnanimità nel concepire e ampiezza nell’agire, si può definire, in paragone persino della «disperazione», come «la passione la più contraria e lontana dalla natura, quella a cui non aveva non solo destinato l’uomo, ma neppure sospettato né preveduto che vi potesse cadere».
...
Continua la lettura dell'intero saggio di AMEDEO VIGORELLI scaricando il file in pdf (si ringrazia il sito www.agenziaimpronta.net per l'ospitalità dei materiali).